Roma. La filosofia è quella di sempre: «Coniugare la qualità e il pubblico». La ricordano Carlo Rossella e Giampaolo Letta, rispettivamente presidente e amministratore delegato di Medusa, la gigantessa del nostro cinema, produttrice e distributrice dei maggiori successi del nostro cinema nella passata stagione. «Incassi per 110 milioni di euro, il 17,3 per cento di quota di mercato, il 39 per cento del cinema italiano», informa Letta. E scorrendo la trentina di titoli che manderanno sugli schermi nella prossima, 2008-2009, non è difficile credere che faranno il bis.
Tanto per cominciare, almeno due titoli sicuramente lanciati dalla prossima Mostra di Venezia: “Burn after reading” dei fratelli Coen, film d’apertura il 27 agosto, e, in concorso, “The burning plain”, esordio nella regia di Guillermo Arriaga, sceneggiatore di “21 grammi” e “Babel”. Il primo è interpretato da Brad Pitt, George Clooney, John Malkovich e Frances McDormand ed è una commedia noir.
Il secondo è la drammatica storia di una madre, Kim Basinger, e una figlia, Charlize Theron. Ma anche il nuovo film di Pupi Avati, “Il papà di Giovanna”, con Silvio Orlando, Francesca Neri e l’astro nascente Alba Rohrwacher, premio David per “Giorni e nuvole”, è dato per quasi certo sul Lido.
Nei prossimi mesi arriveranno “Vicky Cristina Barcelona”, il film “spagnolo” di Woody Allen visto a Cannes, con Scarlett Johansson, Penélope Cruz e Xavier Bardem. Un nuovo Vincenzo Salemme, “No problem”, con Sergio Rubini e Giorgio Panariello. “L’uomo che ama” di Maria Sole Tognazzi, con l’inedita, bollente, coppia Monica Bellucci-Pierfrancesco Favino, disturbata da Ksenia Rappaport, la “Sconosciuta” di Tornatore. E anche “Bienvenue chez les ch’tis”, il francese dei record, benedetto da 20 milioni di spettatori e 140 milioni di incasso. Uno dei pochi titoli a rischio del listino, perché non sarà semplice rendere in italiano una commedia basata sulle differenze caratteriali e linguistiche del nord e del sud della Francia.
A novembre, prima che cominci la battaglia dei cinepanettoni, è la volta di “La fidanzata di papà”, diretto da Enrico Oldoini, con Massimo Boldi e comici assortiti. Ma ci sarà anche il grande ritorno di Julia Roberts in versione drammatica con “Fireflies in the garden” di Denis Lee. Gran finale, natalizio, con il trio Aldo Giovanni e Giacomo e la loro commedia zen “Il cosmo sul comò”, di cui sono già visibili alcuni spezzoni sul sito internet http://www.ilcosmosulcomo.it/.
Succulento si presenta il 2009. Mentre sono al lavoro autori come Saverio Costanzo e Andrea Molaioli, rivelazione della passata stagione con “La ragazza del lago”, torna a casa, con un film tutto da definire, Gabriele Muccino, dopo la parentesi americana dei due film con Will Smith (il secondo, “Seven pounds” sarà distribuito dalla Columbia-Sony). Alle prese col secondo film sono Federico Moccia, che prepara “Amore 14”, e Wolfango De Biase. Forte dei 7 milioni di euro incassati con “Come tu mi vuoi”, sta girando “Iago”, variazione in commedia di “Otello” con Laura Chiatti e Nicolas Vaporidis. Decolla finalmente il progetto “Questo piccolo grande amore”, scritto sulle canzoni del celeberrimo album di Claudio Baglioni. In cantiere un nuovo Ficarra&Picone, dopo l’exploit di “Il 7 e l’8”, e un altro Leonardo Pieraccioni, previsto per il Natale del 2009.
Ricchissimo il carnet dei grandi autori. Da Giuseppe Tornatore, che sta terminando “Baarìa”, una sorta di “Novecento” in versione siciliana, a Roberto Faenza, sul set a Praga per “Il caso dell’infedele Klara”, con Laura Chiatti e Claudio Santamaria. Da Costantin Costa-Gavras, tornato nella natìa Grecia per “Eden is west”, a Michele Placido, che a Roma dirige “Il grande sogno”, sul ’68. Star di entrambi è Riccardo Scamarcio. Fra gli stranieri in cartellone, il Martin Scorsese di “Shutter Island”, quarta collaborazione con Leonardo di Caprio, e il Barry Levinson di “What just happened?”, con De Niro, Willis, Sean Penn. Senza contare “Green zone”, della coppia della saga di Bourne, Matt Damon-Paul Greengrass. Nonché il nuovo film dei Coen e quello, misteriosissimo di Sacha Baron Cohen.
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il secolo XIX